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5 luglio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 18:43 GMT+2



11 giugno 2020

L'UNCTAD stima che nel secondo trimestre il valore degli scambi commerciali mondiali sia sceso del -27%

Per l'intero 2020 è attesa una contrazione del -20% circa

Dopo il calo del -5% del valore degli scambi commerciali mondiali registrato nel primo trimestre di quest'anno, la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) prevede che nel secondo trimestre questo valore subirà un drastico calo del -27%, flessione che non dipenderà solo dal contributo negativo determinante prodotto dall'impatto sulle economie delle misure assunte per contenere la pandemia mondiale di Covid-19, ma anche dalla tipologia ed estensione delle politiche che le nazioni adotteranno per rilanciare le loro economie.

L'UNCTAD prevede che, se questo stato di incertezza sull'evoluzione dell'economia globale persisterà, nell'intero 2020 la contrazione del valore degli scambi mondiali sarà del -20% circa, in linea con la stima della World Trade Organization (WTO) che per quest'anno si aspetta una riduzione del valore dei traffico commerciali tra il -13% e il -32% e rispetto ad una previsione di un calo del -10/16% delle economie dell'UE a 27 formulata dalla Commissione Europea.

L'analisi sull'andamento degli scambi commerciali mondiali resa nota oggi dall'UNCTAD evidenzia che i dati più recenti indicano un ulteriore deterioramento dello scenario nei mesi di aprile e maggio. Peggioramento - specifica l'analisi - che, con l'eccezione dei primi due mesi di quest'anno, vede l'economia della Cina mostrare un andamento nettamente migliore rispetto alle altre economie mondiali, con esportazioni che ad aprile sono cresciute del +3%. Ripresa - ha però precisato l'UNCTAD - che tuttavia potrebbe essere di breve durata perché a maggio le importazioni e le esportazioni cinesi sono diminuite del -8% circa.

Inoltre l'analisi evidenzia che gli scambi commerciali intra-regionali sembrano essere calati meno nelle nazioni dell'Asia orientale e del Pacifico, mentre il commercio intra-regionale dell'Unione Europea ha segnato un tasso di contrazione analogo a quello mondiale e il commercio intra-regionale statunitense ha registrato un declino molto più accentuato.

L'analisi osserva inoltre che l'impatto della pandemia sull'economia è stato più rilevante su alcuni settori economici rispetto ad altri. In particolare, nel primo trimestre di quest'anno il settore tessile e dell'abbigliamento ha mostrato una riduzione pari quasi al -12%, mentre quelli delle macchine per ufficio e dell'automotive hanno totalizzato una contrazione del -8% circa. Il valore degli scambi commerciali nel settore agroalimentare è invece aumentato del +2% circa. Il rapporto specifica che i dati preliminari di aprile indicano ulteriori cali nella maggior parte dei settori e una riduzione del valore degli scambi particolarmente consistente nei settori dell'energia e dei prodotti automobilistici pari rispettivamente al -40% e -50% circa. Cali significativi sono stati registrati anche nel segmento dei prodotti chimici, in quello dei macchinari e in quello degli strumenti di precisione, con flessioni superiori al -10%. Invece ad aprile le macchine per ufficio hanno segnato un rialzo principalmente grazie all'export cinese. L'analisi rileva infine che il settore dei prodotti agroalimentari è quello che ha mostrato un andamento meno volatile.




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