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4 luglio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 11:05 GMT+2



12 giugno 2020

Freight Transport Association chiede al governo di Londra più tempo per preparare la logistica ad affrontare la Brexit

Elizabeth de Jong: questa è una sfida che richiederà mesi, non minuti, per essere affrontata correttamente

La Freight Transport Association (FTA) ha chiesto al governo di Londra più tempo per preparare le aziende del settore della logistica ad affrontare la Brexit, che sarà attuata concluso il periodo di transizione che terminerà il prossimo 31 dicembre, soprattutto in considerazione del fatto che - ha spiegato l'associazione logistica britannica - l'ultima tornata di colloqui tra le due parti si è conclusa senza che siano stati annunciati progressi e le indicazioni sono che potrebbe non esserci un accordo formale sino ad ottobre.

«Come settore - ha sottolineato Elizabeth de Jong, responsabile delle politiche della FTA - la logistica è assolutamente impegnata nel fare della Brexit un successo, ma per farlo avremo bisogno di tempo per prepararci a qualunque aspetto dell'accordo finale. Non stiamo chiedendo di prolungare i colloqui - ha specificato - ma di concedere tempo sufficiente per consentire a coloro che sono tenuti ad avviare nuovi processi aziendali di essere pronti a farlo».

Elizabeth de Jong ha evidenziato che i cinque mesi e mezzo che restano prima dell'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea non sono sufficienti per mettere in atto tutti i sistemi e le procedure necessari per far sì che gli scambi commerciali continuino a funzionare senza interruzioni. «Ciò - ha precisato - sarà aggravato dal fatto che nel nostro settore il Natale è tradizionalmente il periodo dell'anno più trafficato e ci sarà poco tempo a disposizione per apportare le modifiche necessarie».

«Il Covid-19 - ha proseguito la rappresentante della FTA - ha dimostrato quanto sia vitale una catena di approvvigionamento solida e perfettamente funzionante per il successo del Regno Unito e della sua economia e se i nostri associati sono pronti ad essere il più adattabili e flessibili possibile, molti dei dettagli dei nostri futuri accordi commerciali come paese devono ancora essere decisi, non ultimo quale sarà la posizione sulle tariffe doganali e come dovranno essere condotti nel dettaglio i controlli su alimenti e animali alle frontiere del Regno Unito e dell'UE. Questo livello di informazioni è cruciale affinché la catena di approvvigionamento del Regno Unito continui ad essere solida a partire dal primo gennaio 2021».

«Quasi 250mila aziende del Regno Unito - ha evidenziato ancora Elizabeth de Jong - saranno tenute a fare per la prima volta dichiarazioni doganali quando il Regno Unito lascerà l'UE e ciò richiederà ulteriore formazione, personale e agenti doganali, nonché infrastrutture nei nostri porti. I controlli su bestiame, alimenti freschi e altri prodotti deperibili dovranno essere effettuati anche nei porti e negli aeroporti e abbiamo bisogno di chiarezza su come e dove saranno eseguite queste procedure».

Elizabeth de Jong ha ricordato che, come gli altri settori dell'economia, la logistica è stata duramente colpita dalla crisi sanitaria e che ciononostante il settore ha continuato a svolgere servizi e a movimentare merci, «ora - ha affermato - abbiamo bisogno di tempo per assicurarci di essere pienamente preparati per la nostra prossima grande sfida: l'uscita del Regno Unito dall'UE. Questa è una sfida che richiederà mesi, non minuti, per essere affrontata correttamente. Abbiamo bisogno di tempo per rendere la nostra catena di approvvigionamento a prova di futuro e - ha concluso - stiamo esortando il governo ad ascoltare e reagire alle nostre preoccupazioni, per il bene dell'azienda Regno Unito».

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