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4 luglio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 11:51 GMT+2



22 giugno 2020

Filt Cgil torna a chiedere al governo di fare chiarezza sull'autoproduzione nei porti

Il sindacato evidenzia la necessità di evitare la ripresa di una stagione conflittuale

Filt Cgil torna a chiedere al governo un intervento volto a fare chiarezza sulla possibilità di effettuare nei porti attività in autoproduzione, cioè sulla possibilità che per attuare le operazioni di carico e scarico delle merci nei porti le compagnie di navigazione, ovvero gli utenti dei porti, possano ricorrere al proprio personale. «Ribadiamo - ha spiegato il sindacato riferendosi all'emendamento presentato al decreto-legge Rilancio sull'autoproduzione nei porti - la necessità di un intervento rafforzativo sulla disciplina vigente che regola le operazioni portuali», e a tal proposito Filt ha invitato il governo ad «una scelta di responsabilità a sostegno di una necessità che è nell'interesse generale del Paese».

«La deregolamentazione del lavoro portuale - ha evidenziato la Federazione dei trasporti della Cgil - va a discapito anche della sicurezza sul lavoro. Le diverse occasioni in cui si sono registrate interpretazioni distorsive della norma e creato condizioni di competizione sleale tra le imprese rendono ora necessario un intervento per chiarire i rispettivi e distinti ambiti e ruoli di attività portuale e marittima».

«Le nostre rivendicazioni - ha spiegato l'organizzazione sindacale - vanno nella direzione di salvaguardare la specializzazione del lavoro portuale, in linea con gli indirizzi e le scelte su questo tema già assunte dal legislatore con la riforma del 2016 ma anche a livello internazionale e, pertanto, riteniamo debbano essere difese e sostenute nel dibattito parlamentare di conversione del decreto-legge Rilancio. Apprezziamo che all'interno della maggioranza di governo ci sia un posizionamento forte a sostegno delle nostre ragioni ed auspichiamo che si traduca in un concreto e responsabile sostegno dell'intera maggioranza parlamentare e di chi, nell'opposizione, ne comprende il fine. Si agisca, quindi, coerentemente per garantire ai lavoratori e al sistema portuale nazionale la dovuta dignità di diritti e tutele già definite e affermate nel resto d'Europa e nel mondo con il sostegno delle nostre federazioni europea ETF e internazionale ITF».

«Non esiste - conclude la nota del sindacato - un'alternativa valida a quanto chiediamo. È una soluzione necessaria ad evitare la ripresa di una stagione conflittuale che, riteniamo, il Paese non meriti e non sia in grado di sopportare».

PSA Genova Pra'

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