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5 luglio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 18:53 GMT+2



24 giugno 2020

L'ANAVE chiede al governo spagnolo di attuare le misure già proposte per sostenere l'industria armatoriale

Aznar: essenziale rafforzare la competitività del Registro Navale Speciale delle Isole Canarie

Gli armatori spagnoli hanno esortato il loro governo ad attuare misure per assicurare e incrementare la competitività dell'industria nazionale del trasporto marittimo che è essenziale per la ripresa economica della Spagna. Concludendo ieri l'assemblea dell'Asociación de Navieros Españoles (ANAVE), tenutasi a Madrid con collegamenti in videoconferenza, il presidente dell'associazione, Alejandro Aznar, ha spiegato che, affinché il settore marittimo possa contribuire alla necessaria ripresa economica in Spagna dopo la pandemia di coronavirus, è essenziale innanzitutto rafforzare la competitività del Registro Navale Speciale delle Isole Canarie, ma anche attuare la serie di proposte che - ha ricordato - ANAVE ha proposto ai governi che si sono succeduti negli ultimi 15 anni.

Tra queste, l'allineamento delle normative spagnole agli standard delle convenzioni internazionali, perché - ha chiarito Aznar - «ogni aspetto in cui le normative nazionali si differenziano dalla pratica internazionale rappresenta un ostacolo all'operatività competitiva delle navi battenti bandiera spagnola». Inoltre, secondo l'ANAVE, è necessario centralizzare la gestione del Registro Speciale delle Canarie in un'impresa pubblica dotata di grande autonomia gestionale che possa risolvere l'attuale dispersione di poteri tra sei diversi ministeri e l'attuale assoluta rigidità dell'amministrazione.

«Se le navi degli armatori spagnoli - ha sottolineato il presidente di ANAVE - batteranno o meno la bandiera nazionale e creeranno posti di lavoro in Spagna molto dipenderà dall'introduzione di queste riforme volte a renderla competitiva».

Aznar ha evidenziato che negli ultimi quattro anni, grazie a investimenti per circa 1.850 milioni di euro, «la flotta totale controllata dagli armatori spagnoli è cresciuta di oltre il 32%, ma - ha precisato - la stragrande maggioranza di questa stazza è stata iscritta in altri Registri europei, in particolare quelli di Madera, Cipro e Malta. Attualmente - ha specificato - solo la metà di quella flotta opera sotto la bandiera spagnola».

Aznar ha evidenziato il dinamismo degli armatori spagnoli che nel 2019 ha portato a registrare un incremento del +12,6% della flotta controllata dagli armatori nazionali nonostante il rallentamento che l'economia mondiale stava già registrando prima della pandemia. Aznar ha ricordato che all'inizio di quest'anno le compagnie spagnole controllavano un totale di 216 navi mercantili, per un totale di poco più di cinque milioni di stazza lorda, cifra mai raggiunta dal 1986.

Il presidente dell'ANAVE ha tuttavia rimarcato anche il grave impatto che la crisi sanitaria ha avuto sulle compagnie di navigazione spagnole, «in particolare - ha precisato - su quelle che gestiscono navi passeggeri che per diversi mesi hanno dovuto fermare gran parte della loro flotta e gestire la parte restante senza essere in grado di coprire i suoi costi e ciò, fino ad ora - ha denunciato - con un sostegno pubblico molto limitato».




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