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8 agosto 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 18:58 GMT+2



26 giugno 2020

Bonz (FEPORT): la movimentazione delle merci deve essere esclusa dal campo di applicazione della tonnage tax

La decisione della Commissione Europea di non modificare la lista dei servizi accessori - ha denunciato la federazione dei terminalisti portuali - è inaccettabile

La federazione dei terminalisti portuali privati europei ha apprezzato l'iniziativa della Commissione Europea volta a predisporre misure per contrastare la concorrenza sleale di aziende extraeuropee che, sostenute da aiuti di Stato, danneggiano le imprese comunitarie, ma ha esortato anche la Commissione a prestare attenzione particolare pure alle distorsioni che avvengono all'interno dello stesso mercato dell'UE e non sono provocate da queste aziende.

In occasione della propria assemblea annuale, tenutasi ieri, la Federation of European Private Port Companies and Terminals (FEPORT) ha accolto con favore l'adozione nei giorni scorsi da parte della Commissione UE di un Libro Bianco sulle sovvenzioni estere nel mercato unico, sul quale è stata avviata una consultazione pubblica che terminerà il prossimo 23 settembre con lo scopo di contribuire alla predisposizione di specifiche proposte legislative. La Commissione ha infatti evidenziato che se le sovvenzioni degli Stati membri dell'UE sono da sempre soggette alle norme europee sugli aiuti di Stato per evitare distorsioni, invece le sovvenzioni concesse da governi di paesi terzi ad imprese che operano nell'UE hanno un impatto negativo sempre più evidente sulla concorrenza nel mercato unico ma sfuggono al controllo dell'UE sugli aiuti di Stato. La Commissione ha sottolineato che sono sempre più numerosi i casi in cui si ritiene che aiuti esteri abbiano facilitato l'acquisizione di imprese dell'UE o che abbiano falsato le decisioni di investimento, le operazioni di mercato o le politiche tariffarie dei beneficiari oppure la partecipazione a gare d'appalto pubbliche, a scapito delle imprese non sovvenzionate.

«È importante - ha osservato la FEPORT - che i responsabili politici dell'UE si rendano conto che le sovvenzioni pubbliche concesse a cantieri navali che non fanno parte dell'UE hanno aggravato l'eccesso di capacità nel settore globale del trasporto marittimo dei container e abbiano accelerato la necessità di un consolidamento nel settore dello shipping. Entrambi gli sviluppi - ha specificato la federazione dei terminalisti europei - hanno un impatto enorme sul settore portuale dell'UE e sulla sua capacità di recuperare gli investimenti pubblici e privati che sono stati realizzati». Secondo FEPORT, «sarà essenziale adottare strumenti efficaci, ma anche significative misure di sostegno a beneficio non di specifici settori, ma delle diverse parti di ciascun ecosistema dell'UE. Questo - ha spiegato la federazione - è certamente il modo migliore per garantire che vi sia un ritorno dagli investimenti a favore dei contribuenti dell'UE e delle imprese dell'UE che si sforzano di offrire servizi assai competitivi».

Se FEPORT ha concordato con la Commissione relativamente all'effetto distorsivo che gli aiuti di Stato esteri hanno sul mercato unico europeo, ha posto l'attenzione anche sulle distorsioni che avvengono nell'ambito di questo stesso mercato: «l'estensione del trattamento fiscale più favorevole alle attività svolte da terminal integrati verticalmente di proprietà di compagnie di navigazione dell'UE - ha spiegato la federazione riferendosi specificamente al settore portuale - costituisce una distorsione della concorrenza che penalizza i terminal indipendenti. Questa - ha denunciato FEPORT - è una chiara violazione del principio di parità di trattamento e pregiudica la parità di condizioni nel mercato interno».

Il riferimento di FEPORT è al trattamento fiscale applicato alle imprese marittime nell'ambito dei regimi di tonnage tax, e in particolare a quelle imprese marittime che oltre ad operare servizi marittimi effettuano anche attività terminalistiche assegnando a queste ultime - secondo la federazione - un vantaggio competitivo rispetto ai terminalisti indipendenti ripetutamente denunciato dalla FEPORT ( del 17 giugno 2020).

La federazione dei terminalisti ha rilevato che ogniqualvolta la Commissione Europea annuncia il via libera ad un regime di tonnage tax non manca di assicurare che non ci sono ricadute del trattamento fiscale più favorevole applicato alle compagnie di navigazione su altri settori non connessi al trasporto marittimo. FEPORT ha ribadito che i propri associati nutrono seri dubbi che queste ricadute sul settore della movimentazione delle merci non ci siano e a tal proposito - ha precisato il presidente della federazione, Gunther Bonz - desiderano conoscere più approfonditamente la metodologia applicata dalla Commissione UE».

«La decisione della Commissione Europea di non modificare la lista dei servizi accessori nonostante la mole notevole di decisioni, vale a dire dieci che hanno esteso il campo di applicazione alle attività di carico e scarico e/o movimentazione delle merci - ha spiegato Bonz - dal nostro punto è inaccettabile in quanto le decisioni non sono più circoscritte, ma confermano un approccio concreto adottato dalla Commissione relativamente all'inclusione della movimentazione delle merci. Quindi - ha concluso il presidente della FEPORT - chiediamo formalmente che la movimentazione delle merci sia esclusa dal campo di applicazione della tonnage tax. Abbiamo bisogno di reali condizioni di parità di trattamento nell'ambito del mercato interno».

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