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8 agosto 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 01:35 GMT+2



3 luglio 2020

Confitarma aderisce all'iniziativa dell'ICS affinché i governi affrontino la problematica dei cambi degli equipaggi delle navi

Mattioli: Confitarma insieme a ICS, ECSA sta chiedendo ormai da mesi un'azione umanitaria rapida e decisa

La Confederazione Italiana Armatori (Confitarma) ha aderito all'iniziativa Heroes at Sea Shoutout lanciata dall'International Chamber of Shipping (ICS) per fare pressione sui governi in merito alla problematica dei cambi degli equipaggi delle navi, con la quale si chiede alle navi di tutto il mondo di suonare le loro sirene in porto alle ore 12.00 del prossimo 8 luglio, un giorno prima del summit organizzato dal governo britannico per discutere dell'impatto del COVID-19 sui cambi di equipaggio e in concomitanza dell'ILO Global Summit. Con tale iniziativa, oltre a ricordare il fondamentale contributo dato dai marittimi alla vita economica e sociale del pianeta, si vuole richiamare l'attenzione dei governi e dell'opinione pubblica sul settore marittimo e sugli attuali problemi degli equipaggi ancora bloccati sulle navi a causa dell'emergenza Covid-19.

Il segretario generale dell'ICS, Guy Platten, ha ricordato che attualmente a livello globale ci sono 400mila marittimi bloccati in mare o a terra, che 200mila da mesi sono a bordo ben oltre il loro periodo contrattuale di imbarco e altri 200mila sono in attesa di imbarco per poter lavorare. L'ICS ha specificato che se non si consentono i cambi di equipaggio per sostituire i marittimi a bordo delle navi, molti di loro potrebbero non essere più in grado di navigare.

«È necessario dunque - ha osservato il presidente di Confitarma, Mario Mattioli - pensare, oltre alla priorità assoluta di evitare il propagarsi di questo terribile virus, anche ad altre priorità: quella della salvaguardia della vita umana in mare e quella della sicurezza della navigazione e delle nostre navi. Confitarma insieme a ICS, ECSA sta chiedendo ormai da mesi un'azione umanitaria rapida e decisa da parte dei governi di tutto il mondo per garantire ai marittimi corridoi di transito sicuro per farli arrivare a bordo per lavorare e per farli tornare a casa una volta terminato il normale periodo di imbarco».

Platten ha ricordato che lo shipping mondiale ha già pronta la soluzione per questa difficile soluzione: una road map per il cambio dell'equipaggio in 12 fasi secondo il protocollo approvato dall'International Maritime Organization. «È - ha spiegato il segretario generale dell'ICS - una soluzione che non ha bisogno di soldi o di trattative complicate. I governi devono ora implementare questi protocolli. Se la burocrazia continua a mettersi in mezzo, ciò che è già una crisi umanitaria in mare, rapidamente diventerà una crisi economica, con gravi conseguenze per un'economia globale già troppo tesa. Il momento della leadership politica è adesso».

«Se le navi di tutto il mondo suoneranno le loro sirene alle 12:00 ora locale dell'8 luglio - ha proseguito Platten - i governi non potranno dire di non aver sentito questo forte appello a risolvere il problema dei cambi dell'equipaggio. I marittimi hanno fatto il possibile, allungando i loro turni a bordo e continuando a lavorare per assicurare tutti i rifornimenti. Anche l'industria armatoriale ha fatto il suo dovere con la predisposizione del protocollo in 12 fasi. Siamo in ritardo di oltre quattro mesi e 400mila marittimi hanno bisogno dei cambi di equipaggio. È una situazione insostenibile. Non possiamo più dare per scontati questi eroi del commercio globale».

PSA Genova Pra'

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