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3 agosto 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 20:08 GMT+2



7 luglio 2020

Le emissioni di CO2 dello shipping dovranno essere incluse nel sistema UE di scambio di emissioni

Gli europarlamentari hanno posto ulteriore pressione sull'industria armatoriale imponendo requisiti vincolanti affinché le emissioni annue medie siano ridotte di almeno il 40% entro il 2030

La Commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare del Parlamento europeo ha deciso oggi, con 62 voti a favore, tre contrari e 13 astensioni, che le emissioni di anidride carbonica prodotte dal trasporto marittimo debbano essere incluse nel sistema comunitario di scambio di emissioni (ETS), inclusione il cui obiettivo è quello di decarbonizzare lo shipping dichiarato dalla proposta della Commissione Europea di revisione del sistema UE per il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di CO2 generate dal trasporto marittimo (Regolamento europeo 757/2015) che aveva lo scopo di conformare il settore ai nuovi obblighi previsti dall'International Maritime Organization (IMO).

Ma, oltre ad accogliere la proposta della Commissione, gli europarlamentari, ritenendo che le politiche di contenimento delle emissioni basate sul mercato non siano sufficienti per ridurre le emissioni di CO2 dello shipping, hanno posto ulteriore pressione sull'industria armatoriale introducendo requisiti vincolanti affinché le compagnie di navigazione riducano le loro emissioni annue medie di anidride carbonica prodotte dalle attività di trasporto marittimo di almeno il 40% entro il 2030. «Il monitoraggio e la comunicazione delle emissioni di CO2 - ha spiegato la relatrice del progetto legislativo Jutta Paulus - sono importanti, ma da sole le statistiche non riducono i gas ad effetto serra di un solo grammo. Ecco perché andiamo oltre la proposta della Commissione e chiediamo misure più severe per ridurre le emissioni del trasporto marittimo».

I deputati europei hanno chiesto anche l'istituzione di un Ocean Fund per il periodo 2023-2030, fondo da finanziarsi con le entrate derivanti dalla messa all'asta delle quote di emissioni nell'ambito del sistema ETS e da impiegare per rendere le navi più efficienti dal punto di vista energetico e per sostenere gli investimenti in tecnologie e infrastrutture innovative, come combustibili alternativi e porti “green”. Inoltre il 20% delle risorse del fondo dovranno essere utilizzate per contribuire alla protezione, al ripristino e alla gestione efficiente degli ecosistemi marini colpiti dal riscaldamento globale.

Il via libera della Commissione parlamentare all'inclusione dello shipping nel sistema ETS dovrà essere adottato dall'assemblea plenaria di Strasburgo che si prevede si terrà fra il 14 e 17 settembre prossimi.


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