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14 agosto 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 01:16 GMT+2



9 luglio 2020

Il porto di Ancona fa un primo bilancio del calo del traffico causato dalla crisi sanitaria

Giampieri: l'AdSP utilizzerà ogni strumento di sostegno alle imprese che stanno vivendo un momento di mercato particolarmente difficile

L'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale ha reso noto che nel primo semestre di quest'anno il traffico delle merci movimentato dal porto di Ancona ha registrato un calo contenuto rispetto alle previsioni formulate alla luce delle conseguenze dell'emergenza sanitaria per il coronavirus sull'attività dello scalo portuale. In particolare, il traffico ro-ro ha segnato una flessione del -18,7% sulla prima metà del 2019 essendo sceso da 2,25 milioni a 1,83 milioni di tonnellate, mentre è risultato stabile l'andamento delle merci nei container (-0,8%), passato da 613mila a 609mila tonnellate ( in termini di contenitori da 20' movimentati il traffico è diminuito del -5,8% a 78.056 teu). Il numero dei tir e dei trailer è sceso da 71mila a 61mila (-14%).

Nei primi sei mesi del 2020 il porto di Ancona è stato scalato da 610 navi rispetto a 774 nel primo semestre dello scorso anno, differenza negativa (-21%) - ha specificato l'ente portuale - dovuta in prevalenza al calo del numero dei traghetti proprio per il fermo della circolazione dei passeggeri e la conseguente riduzione delle corse da parte degli armatori.

Forte, invece, la diminuzione del traffico passeggeri per il blocco totale della mobilità delle persone da marzo a giugno: i passeggeri movimentati complessivamente nella prima metà del 2020 sono stati 97mila (-71,8%). Nel segmento delle crociere il totale è stato di soli 1.364 passeggeri per due uniche toccate effettuate nei mesi di gennaio e febbraio rispetto ad oltre 27mila nei primi sei mesi del 2019 (-95,0%).

Relativamente al traffico dei passeggeri, l'AdSP ha ricordato che per quello con la Grecia il traffico dei traghetti è stato sempre operativo ma solo per gli autisti a bordo dei camion e delle persone che dovevano rientrare nello Stato di residenza e che dal primo luglio scorso sono state riaperte le frontiere al turismo con l'obbligo di registrarsi su un sito internet governativo. Per la Croazia, il collegamento della Jadrolinija è stato completamente interrotto dal 10 marzo al 26 aprile e la circolazione dei passeggeri per lo Stato balcanico è ripresa il 15 giugno, con la compagnia di navigazione Snav, che generalmente inizia la stagione a metà aprile, che è ripartita solo il 25 giugno. Per l'ingresso in Croazia per turismo, i passeggeri devono obbligatoriamente dimostrare di essere in possesso di una prenotazione per il soggiorno. Circa i collegamenti con l'Albania, la compagnia Adria Ferries ha sospeso i servizi dal 4 aprile al 7 maggio e al momento le frontiere sono aperte solo per coloro che si muovono per motivi di lavoro e per il trasporto merci.

Il presidente dell'AdSP, Rodolfo Giampieri , ha rilevato che quello del primo semestre del 2020 è un bilancio fatto di luci e ombre: «ad una contenuta diminuzione del traffico merci - ha osservato - fa da contraltare un forte e inevitabile calo del traffico passeggeri, determinato dal blocco della mobilità delle persone a livello internazionale. Le prenotazioni che, negli anni scorsi, erano già numerose a marzo, stanno iniziando soltanto in queste settimane. Dal primo luglio - ha specificato Giampieri - stiamo notando una timida ripresa del traffico passeggeri per la riapertura effettiva delle frontiere. È un work in progress che stiamo verificando ogni settimana con le agenzie marittime e con gli operatori che hanno continuato in questi mesi, con tenacia e resistenza, a mantenere operativo tutto il porto assieme all'impegno costante di Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza, Dogane, Polmare».

«L'Autorità di Sistema Portuale - ha aggiunto Giampieri - utilizzerà ogni strumento di sostegno alle imprese che stanno vivendo un momento di mercato particolarmente difficile. Un porto internazionale, che vede una riduzione così seria del traffico passeggeri, influisce inevitabilmente anche sulla ricchezza diffusa che il movimento di persone crea sul territorio».

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