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8 agosto 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 01:48 GMT+2



10 luglio 2020

Confitarma, profonda delusione per il via libera all'emendamento sull'autoproduzione nei porti

Mattioli: renderà impossibile agli armatori svolgere le operazioni portuali in autoproduzione

Gli armatori della Confitarma respingono in toto il contenuto dell'emendamento al decreto-legge Rilancio sull'autoproduzione nei porti approvato alla Camera dei deputati ( del 6 luglio 2020), norma che gli armatori denunciano «renderà impossibile agli armatori svolgere le operazioni portuali in autoproduzione». «Fin dalla prima formulazione dell'emendamento - ha ricordato il presidente della Confederazione Italiana Armatori, Mario Mattioli - abbiamo fatto presente, in tutte le sedi, che la modifica dell'articolo 16 della legge n. 84 del 1994 rappresenta un passo indietro di trent'anni per la portualità italiana».

Specificando che il diritto all'autoproduzione delle operazioni portuali da parte degli armatori è stato riconosciuto più volte sia dall'Antitrust nazionale che dalla Corte di Giustizia europea, (quest'ultima - ha ricordato - emanò una sentenza già nel 1991), Mattioli ha affermato che «negare ai vettori marittimi questo diritto rappresenta una violazione del principio di libera concorrenza. Non solo - ha aggiunto - nonostante l'emendamento e la proclamazione di uno sciopero nazionale marittimo-portuale, abbiamo manifestato, sia ai parlamentari sia alle organizzazioni sindacali, l'immediata disponibilità ad un confronto su tale delicato tema - che nulla hanno a che vedere con la decretazione di urgenza per l'emergenza sanitaria che il Paese sta affrontando - al fine di trovare soluzioni condivise, senza forzature politiche».

Il presidente di Confitarma ha evidenziato che a nulla sono valsi anche i pareri contrari del governo, della Ragioneria Generale dello Stato e del Ministero delle Finanze che - ha precisato - si fondano sulle stesse motivazioni di Confitarma e nei quali si ravvisa anche il rischio di una procedura di infrazione comunitaria con un conseguente danno erariale. «Invece - ha osservato Mattioli - la determinazione ad approvare una norma così controversa e divisiva è stata più forte di ogni razionalità».

«Durante questa emergenza sanitaria - ha proseguito il presidente della Confederazione - avremmo voluto vedere le istituzioni dedicarsi con la stessa intensità e lo stesso coinvolgimento su altri temi che affliggono il trasporto marittimo come, ad esempio, la grande difficoltà nell'avvicendamento degli equipaggi italiani in tutto il mondo, anziché affossare l'autoproduzione!. Mi spiace invece dover rilevare che, a fronte del forte contributo che il settore marittimo in questi mesi ha dato al Paese, non solo al momento abbiamo ricevuto poco, per non dire nulla, visto che nessuna delle nostre richieste è stata ancora accolta, ma non avremmo mai immaginato che addirittura ci sarebbe stato tolto un diritto ormai acquisito da anni».

«Ora - ha concluso Mattioli - la nostra speranza è rivolta al Senato anche se è difficile pensare che ci siano i tempi per cambiare ancora tale disposizione Di certo, se la modifica all'articolo 16 della legge 84/1994 diverrà norma dello Stato, Confitarma continuerà la sua battaglia per dimostrare che si sta prendendo un grosso abbaglio».

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