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31 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 08:28 GMT+1



18 settembre 2020

L'ECSA invita i politici UE a valutare l'impatto dell'inclusione dello shipping nel sistema ETS sulle emissioni

Dorsman: nel settore predominano le PMI, per le quali gli oneri sarebbero insostenibili

L'European Community Shipowners' Associations (ECSA) è tornata nuovamente ad evidenziare il rischio che la strategia iniziale per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra prodotte dal trasporto marittimo concordata nel 2018 presso l'International Maritime Organization (IMO) possa essere compromessa dalla decisione del Parlamento europeo di includere lo shipping nel sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS) ( del 15 e 15 settembre 2020). Per ribadire questo pericolo ha ricordato che la possibilità che noccia alla strategia dell'IMO è già stata con chiarezza prospettata dal recente studio dal titolo “Implications of application of the EU Emissions Trading System (ETS) to international shipping, and potential benefits of alternative Market-Based Measures (MBMs)” di Edmund Hughes della Green Marine Associates che l'ECSA aveva commissionato assieme all'associazione armatoriale internazionale International Chamber of Shipping (ICS).

Ricordando che uno dei risultati più significativi dello studio è stato quello di mettere in luce la mancata corrispondenza tra l'ETS e la complessità e la diversità dei numerosi segmenti che compongono l'industria dello shipping, il segretario generale dell'ECSA, Martin Dorsman, ha osservato che «le caratteristiche delle numerose tipologie di navi, di rapporti contrattuali e di operatori, che connotano un mercato assai complesso che è improbabile che possa essere affrontato in modo efficace o appropriato, suggeriscono che è necessario un approccio pragmatico da parte della politica, come è già stato dimostrato dalla raccomandazione del Parlamento europeo di continuare a lasciare l'autotrasporto al di fuori del campo di applicazione dell'ETS dell'UE. Inoltre - ha ribadito Dorsman - una tale misura comprometterebbe i negoziati internazionali per attuare la strategia iniziale dell'IMO sulla riduzione delle emissioni di gas serra delle navi e aumenterebbe la tensione politica con paesi terzi, conducendo potenzialmente a controversie commerciali».

Il segretario generale dell'associazione degli armatori europei ha rilevato che lo studio rivela inoltre «il predominio delle piccole e medie imprese nel settore dello shipping, per le quali - ha sottolineato - «gli oneri amministrativi e i costi correlati rispetto ad altre misure basate sul mercato sarebbero significativi e dovrebbero essere oggetto di una particolare considerazione da parte dei politici».

Anche l'uso dei fondi del sistema ETS provenienti dallo shipping - ha aggiunto Dorsman - dovrebbero essere oggetto di particolare attenzione: «a seconda della sua struttura definitiva - ha spiegato - molto probabilmente le entrate provenienti dall'ETS dell'UE non sosterrebbero progetti volti all'efficienza e, in tal caso, non agevoleranno la transizione energetica del settore».

«L'ECSA - ha esortato Dorsman - invita tutti i politici a discuterne con l'industria e ad affrontare apertamente sia i pro e i contro di un'azione da parte dell'UE e delle differenti opzioni politiche. Intendiamo - ha concluso - contribuire pienamente all'esame della valutazione dell'impatto che, insistiamo, è assolutamente necessario».

PSA Genova Pra'

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