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29 novembre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 02:10 GMT+1



27 ottobre 2020

Confetra e Assiterminal avanzano proposte per sostenere economicamente i terminal crociere colpiti dalla crisi

Se lo scorso anno i ricavi di queste società terminaliste erano stati pari a 90 milioni di euro, nel 2020 sono previsti essere inferiori a cinque milioni di euro

Confetra e Assiterminal hanno inviato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ai componenti delle Commissioni Trasporti e Bilancio di Camera e Senato una lettera per evidenziare come la crisi sanitaria del Covid-19 abbia avuto un drammatico impatto sull'attività dei terminal portuali che operano nel settore dei passeggeri, e in particolare in quello delle crociere, e per presentare due proposte di misure strutturali per sostenere il settore.

Nella lettera, rifacendosi alla recente emanazione del decreto del presidente del Consiglio dei ministri in cui - hanno ricordato - all'art.8 sono emanate disposizioni in materia di navi da crociera, la Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica e l'Associazione Italiana Port & Terminal Operators hanno spiegato che «mentre il mercato del cabotaggio (traghetti impiegati in traffici di linea nazionali e/o internazionali) ha visto con la stagione estiva una ripresa che ha comunque generato un calo vs il 2019 inferiore al 30%, il settore crocieristico non sta di fatto ripartendo e la recrudescenza della pandemia sta ulteriormente diminuendo le già poche prenotazioni: mentre il settore dei traghetti - hanno rilevato Confetra e Assiterminal - nel cosiddetto “decreto agosto” ha trovato una misura di compensazione vs il calo dei ricavi, il settore dei terminal passeggeri o stazioni marittime (presso i quali transitano i passeggeri) non è stato preso in considerazione alcuna. Dalle nostre rilevazioni - hanno puntualizzato - risulta che la contrazione dei traffici crociere 2020 vs il 2019 sarà superiore al 90%1 con aumento di costi (per le poche aziende operative) dovuti alle misure di sicurezza intraprese. Vi pregheremmo pertanto - hanno esortato le due organizzazioni - voler tenere in considerazione detta misura a tutela di un settore particolarmente in difficoltà, stante anche l'ulteriore, costante difficoltà a trovare nelle Autorità di Sistema Portuale interlocuzioni efficaci. Il provvedimento di prossima emanazione, tenuto conto delle ulteriori misure contenute nel Dpcm di ieri (del 25 ottobre scorso, ndr), potrà certamente trovare una collocazione per la misura proposta nel documento allegato».

Alla lettera a firma del presidente di Confetra, Guido Nicolini, e del presidente di Assiterminal, Luca Becce, infatti, le due organizzazioni,in vista del “decreto novembre”, hanno allegato una proposta di provvedimenti normativi a favore dei terminal portuali passeggeri funzionali al mercato crocieristico. Nella proposta Confetra e Assiterminal hanno ricordato che nel 2019 il traffico crocieristico nei porti italiani è stato di circa 12 milioni di passeggeri, mentre per il 2020 è previsto un traffico di soli 850mila crocieristi e, inoltre, che se lo scorso anno i ricavi dei terminal passeggeri che operano nel segmento crociere erano stati pari a 90 milioni di euro, nel 2020 sono attesi ricavi inferiori a cinque milioni di euro.

A fronte di tale drammatico scenario Confetra e Assiterminal hanno avanzato una prima proposta. «In considerazione del calo dei traffici passeggeri nei porti italiani derivanti dal protrarsi dell'emergenza Covid-19 - hanno suggerito le due organizzazioni - è istituito un fondo con una dotazione iniziale pari a 40 milioni di euro, a favore dei soggetti concessionari portuali di Stazioni Marittime e di quelli svolgenti servizio di supporto ai passeggeri che abbiano subito una riduzione dei ricavi superiore al 60% nel periodo compreso tra l'1 marzo 2020 e il 31 dicembre 2020 rispetto a quanto registrato nei medesimi periodi dell'anno 2019. Le risorse sono distribuite dal Ministero Trasporti ed Infrastrutture, previa relazione tecnica del ministero medesimo, in misura proporzionale alla riduzione del fatturato, su istanza del concessionario interessato che deve allegare una relazione economica comprovante la suddetta riduzione».

Confetra e Assiterminal hanno precisato che con tale norma si intenderebbe istituire «un fondo per le Stazioni marittime che hanno perso traffico passeggeri nel periodo compreso tra il 3 marzo 2020 e 31 dicembre 2021». Il fondo - hanno specificato - avrebbe «effetti meramente compensativi» e «la finalità di riequilibrare il piano economico finanziario dei concessionari in modo da poter riprendere le relative attività in completa sicurezza anche favorendo gli investimenti di carattere sanitario all'interno dei terminali».

Una seconda proposta di Confetra e Assiterminal prevede che, «in considerazione del calo dei traffici passeggeri nei porti italiani derivanti dal protrarsi dell'emergenza Covid-19» venga «istituito un fondo con una dotazione iniziale pari a 40 milioni di euro, a favore dei soggetti concessionari gestori di Stazioni Marittime che abbiano subito una riduzione dei ricavi superiore al 60% nel periodo compreso tra l'1 marzo 2020 e il 31 dicembre 2020 rispetto a quanto registrato nei medesimi periodi dell'anno 2019. Le risorse - si propone - sono distribuite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in misura proporzionale alla riduzione del fatturato tipico, su istanza del concessionario interessato che deve allegare una relazione economica comprovante la suddetta riduzione».

Confetra e Assiterminal hanno chiarito che con la seconda proposta normativa si istituirebbe «un fondo per le Stazioni marittime che hanno perso traffico passeggeri nel periodo compreso tra il l'1 marzo 2020 e il 31 dicembre 2020 rispetto a quanto registrato nei medesimi periodi dell'anno 2019. Tenuto conto che l'impatto della pandemia sui traffici passeggeri nei porti ha comportato un decremento di ricavi complessivo superiore al 95% per il 2020 vs il 2019 e che, allo stato le previsioni per il 2021 non fanno intravvedere una ripresa adeguata» - hanno spiegato le due organizzazioni - il fondo avrebbe «effetti meramente compensativi» e «la finalità di riequilibrare il piano economico finanziario dei concessionari in modo da poter riprendere le relative attività in completa sicurezza anche favorendo gli investimenti di carattere sanitario all'interno dei terminali».

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