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29 novembre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 22:50 GMT+1



5 novembre 2020

Allo studio l'insediamento di una Zona Franca Doganale a Brindisi

Potrebbe sorgere su aree della centrale termoelettrica “Federico II” non utili al percorso di transizione energetica in atto

Su parte del sito della centrale termoelettrica “Federico II” di Brindisi sud, per la quale è in atto la riconversione dalle unità a carbone ad unità a gas, potrebbe sorgere una Zona Franca Doganale (ZFD). Ne hanno discusso in videoconferenza il direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna, il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, e il direttore di Enel Italia, Carlo Tamburi.

La ZFD potrebbe occupare alcune aree non utili al percorso di transizione energetica in atto. «Le Zone Franche Doganali - ha ricordato Patroni Griffi - sono il volano strategico delle ZES. Le imprese che si insediano in queste aree, in aggiunta ai vantaggi delle ZES (semplificazioni e credito di imposta), hanno la possibilità di gestire le merci in transito e di produrre autentico “made in Italy” in sospensione di Iva e dazi. Anche l'aspetto gestionale e amministrativo è favorevole per le imprese in quanto si applica direttamente il Regolamento UE. Le ZFD sono dunque calamite per nuovi insediamenti logistici e industriali. Fortemente ricercate dal mercato, soprattutto in un momento in cui la fragilità della supply chain, messa a nudo dalla pandemia, sta inducendo molte imprese a localizzare gli impianti in Europa».

«Brindisi - ha sottolineato il presidente dell'AdSP dell'Adriatico Meridionale - è il candidato ideale per la ZFD disponendo di un retroporto dotato di un'ottima infrastruttura ferroviaria e stradale e di enormi aree attualmente inutilizzate. L'attenzione di un player come Enel ci consentirà di sviluppare sinergicamente il piano che potrà essere attuato una volta individuate le aree di proprietà di Enel da includere nella ZFD e quelle afferenti al Demanio Marittimo candidate a ZFD e di cui l'Autorità si appresta a completare l'infrastrutturizzazione come previsto dal piano regolatore portuale. Il progetto che oggi prende il via ci permette di guardare con fiducia al futuro del porto di Brindisi e di governare il processo di transizione energetica senza pregiudicare le aspettative delle imprese e dei lavoratori nonché di conferire al porto quella centralità nello sviluppo dei traffici che negli ultimi anni si è un po' appannata per la carenza di una visione di lungo periodo e di infrastrutture non idonee ad accogliere le richieste attuali della portualità».

PSA Genova Pra'

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