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25 novembre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 19:55 GMT+1



10 novembre 2020

Assologistica chiederà al governo il riconoscimento della logistica quale servizio pubblico essenziale

Esortato anche l'inserimento dei contratti di servizi logistici nel codice civile. Gentile: nel confronto sul rinnovo contrattuale la componente “flessibilità” deve essere messa in primo piano

Assologistica chiederà al governo che alla logistica venga assegnato l'immediato riconoscimento di “servizio pubblico essenziale” e che i contratti di servizi logistici vengano inseriti nel codice civile. Lo ha reso noto oggi il presidente dell'associazione, Andrea Gentile, in apertura dei lavori dell'edizione 2020 dell'Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano, quest'anno dedicato agli effetti dell'emergenza sanitaria sulla logistica in conto terzi. «È doveroso sottolineare - ha spiegato Gentile - come, in un momento così difficile come è stata la prima fase della pandemia, a fianco di strutture e operatori sanitari impegnati con abnegazione in uno sforzo straordinario, un ruolo altrettanto importante sia stato svolto dagli operatori della logistica. A inizio 2020 - ha rilevato il presidente di Assologistica - si è corso il rischio oggettivo di aggiungere alla crisi sanitaria anche quella degli approvvigionamenti. Tutto questo però non è successo. La logistica in conto terzi, pur con enormi difficoltà e in un clima spesso caotico, ha invece dato una risposta di efficienza, evitando di fatto il tracollo del sistema socio-economico del nostro Paese».

Annunciando che «Assologistica chiederà al governo l'immediato riconoscimento di “servizio pubblico essenziale” per tutte le attività di logistica con relativa applicazione delle norme di cui alla legge n. 146/90 e successive modificazioni per tutta la durata di permanenza dello stato di emergenza», Gentile ha precisato che «ciò favorirebbe un'accresciuta consapevolezza di tutte le componenti sociali coinvolte. Una norma di questo tipo - ha aggiunto - potrebbe generare un effetto mediatico molto positivo: sarebbe chiaro a tutti che chi lavora in logistica sta contribuendo al sostegno del Paese. Naturalmente - ha specificato il presidente di Assologistica - tale status viene richiesto limitatamente al periodo di permanenza dello stato di emergenza e avrebbe zero oneri per lo Stato».

Gentile ha annunciato che, inoltre, Assologistica «ha deciso di chiedere un intervento governativo e parlamentare per l'inserimento nel codice civile del contratto di servizi logistici. L'operatore logistico - ha spiegato - si trova infatti tuttora sfornito di tutele normative previste invece per altri soggetti che svolgono specifiche fasi dell'attività di logistica. Tra i differenti vantaggi della revisione da noi richiesta occorre annoverare un calo del contenzioso civile, le cui cause oggi sono determinate non solo da ragioni di inadempimento, ma proprio da difetti sull'interpretazione delle norme che la nuova normativa andrebbe a risolvere. Giova ricordare che l'ingresso tra i contratti tipici consacrati nel codice civile rappresenta inoltre il riconoscimento di un modello contrattuale che disciplina quotidianamente la movimentazione delle merci nel nostro Paese, contribuisce in modo rilevantissimo alla crescita del Pil e garantisce il sostentamento di milioni di persone».

Gentile ha affrontato anche il tema del rinnovo del contratto dei lavoratori della logistica ricordando che il tavolo di rinnovo di tale contratto, scaduto a dicembre 2019, aveva appena iniziato i lavori, resi difficili dalla numerosa e composita compagine datoriale (sono presenti al tavolo più di 20 organizzazioni datoriali), quando la crisi sanitaria ha di fatto interrotto il negoziato. Gentile ha specificato che nonostante l'interruzione del confronto le controparti non si sono mai perse di vista in questi mesi e che il tema degli ammortizzatori sociali così come quello della tutela della salute con la firma dei protocolli ha tenuto vivo e incessante il confronto con uno spirito - ha sottolineato il presidente di Assologistica - che si può definire collaborativo. Ora il sindacato, a partire dal livello confederale - ha ricordato inoltre Gentile - chiede di tornare al tavolo delle trattative e nei mesi di settembre e ottobre le parti si sono nuovamente incontrate. Ovviamente - ha precisato - gli incontri sono avvenuti in gruppi ristretti o da remoto ma non è solo la modalità degli incontri che è cambiata, anche i temi del confronto in questa fase non saranno i soliti: come chiede il sindacato - ha anticipato Gentile - si affronterà il tema dello smart working, ma - ha puntualizzato il presidente di Assologistica - andrà valutato se questa modalità, dove tecnicamente possibile, sia una scelta organizzativa efficace perché è chiaro che l'emergenza ha imposto scelte emergenziali che costringono ad adattarsi, ma con il ritorno alla normalità la scelta andrà valutata dal punto di vista economico e organizzativo. Gentile ha reso noto inoltre che, partendo dall'importanza strategica del mondo della logistica e consapevoli delle difficoltà che il settore deve affrontare, le parti intendono proporre alle istituzioni misure a sostegno delle imprese e dei lavoratori ma anche azioni e interventi per la prevenzione delle irregolarità e lo sviluppo della legalità.

«Assologistica - ha affermato Gentile - non intende sottrarsi al confronto sui temi classici di un rinnovo contrattuale, ma di fronte a una situazione di estrema incertezza come quella che stiamo vivendo la prima preoccupazione deve essere il mantenimento sul mercato delle aziende e la salvaguardia dei posti di lavoro. Il tutto con una chiave di lettura improntata a una contrattazione nella quale la componente “flessibilità” sia messa in primo piano, riuscendo ad adeguare le regole del lavoro alle esigenze del business e alle contingenze che la pandemia siamo certi non ci risparmierà».

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