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27 gennaio 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 18:32 GMT+1



18 dicembre 2020

Fedespedi, il 70% delle nostre imprese ha registrato un calo del fatturato a causa della crisi

Cauto ottimismo per il 2021. Denunciata una «una vera e propria “bolla dei noli”»

Il Centro Studi della Federazione Nazionale delle Imprese di Spedizioni Internazionali (Fedespedi) ha pubblicato il proprio secondo report su “L'impatto del Covid-19” che analizza gli effetti economici e le conseguenze sul trasporto merci della crisi innescata dalla pandemia, con focus su trasporto marittimo e cargo aereo.

Il rapporto,che segue e aggiorna con gli ultimi dati disponibili il primo report diffuso a luglio scorso, evidenzia che l'impatto della pandemia sulle imprese di spedizioni internazionali è consistente e, da una indagine interna svolta dal Centro Studi presso i suoi associati, emerge che il 70% circa delle imprese ha subito una flessione del fatturato nel corso del 2020. In particolare, il 36,4% delle imprese ha registrato una contrazione compresa tra -11 e -30%.

Per quanto riguarda le previsioni sul 2021, il sentiment delle aziende di spedizione è orientato a larga maggioranza (62%) verso un cauto ottimismo, con previsioni di sostanziale stabilità (38%) o leggera ripresa delle attività economiche, trainate dalle esportazioni. Solo il 9% prevede un'ulteriore forte decrescita del ciclo.

Relativamente all'excursus sulla situazione del mercato del trasporto marittimo, il report spiega che nei primi nove mesi dell'anno il traffico mondiale dei container si è attestato intorno ai 122 milioni di teu, con una flessione del -3,5% sullo stesso periodo del 2019. In quest'ambito il traffico infraregionale ha mostrato una maggior tenuta con volumi sostanzialmente invariati per i trade europei (-0,9%). Inoltre il rapporto evidenzia che l'andamento dei noli si muove in senso opposto al traffico dei container, registrando un aumento del livello dei prezzi di quasi il +200% da aprile a novembre 2020 (tratta Med Sea). Il documento sottolinea che si tratta di «una vera e propria “bolla dei noli”, alimentata certo dall'aumento della domanda di trasporto, ma soprattutto dalla riduzione dell'offerta realizzata dalle compagnie di navigazione tramite politiche di blank sailing.

Quanto al traffico containerizzato nei principali porti container italiani, nel periodo gennaio-settembre di quest'anno è stata registrata una diminuzione del -11%, con punte negative a La Spezia (-21,1%) e Genova (-13,1%); tiene, invece, Trieste (1,1%). In controtendenza il porto di Savona che registra +142,5% grazie all'inizio delle attività operative del nuovo terminal APM di Vado. Migliori performance, invece, per i porti del Mediterraneo (-2,9%) e per i principali porti a livello mondiale (-2,3%).

Il report del Centro Studi di Fedespedi sottolinea infine che se il cargo aereo resta il settore più colpito dalla crisi, tuttavia le stime di perdita del comparto segnano un miglioramento: -1,5% nel 2020 in termini di CTK (cargo &mail t-Km) rispetto al -16,8% previsto a luglio, mentre nel 2021 è prevista una ripresa consistente (+13,1%), grazie alla domanda proveniente dall'e-commerce e dai beni di consumo elettronici. La scarsità di stiva, a causa del crollo dei voli passeggeri, continua comunque a incidere pesantemente sulla velocità di ripresa del traffico merci aereo. Questo trend è confermato dall'andamento dei principali aeroporti italiani: nei primi 10 mesi del 2020 il traffico è calato del -26,4% (-60,6% Roma FCO, -53,7% a Bergamo Orio al Serio, -12% Milano MPX). Ad ottobre, però, si è registrata una crescita del +12,8% su settembre, dove spicca Milano MPX con +19,3%.


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