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25 febbraio 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 20:50 GMT+1



26 gennaio 2021

Il gruppo crocieristico Carnival chiude l'esercizio 2020 con una perdita netta di -10,2 miliardi di dollari

I ricavi sono diminuiti del -73,1%

Se per diverse società dell'industria dello shipping l'impatto sulla loro attività della pandemia di Covid-19 è risultato più contenuto rispetto a quello causato dalla crisi finanziaria del 2007-2009, tanto che alcune di queste - che effettuano servizi di trasporto marittimo containerizzato - nel 2020 hanno registrato risultati economici record, per altre la crisi sanitaria ha avuto ripercussioni devastanti. Tra queste ultime, quelle più legate alle attività turistiche.

Non desta stupore, quindi, che il grafico delle performance finanziarie degli ultimi quindici anni del gruppo crocieristico statunitense Carnival Corporation, leader del mercato mondiale, mostri una lieve flessione dei risultati in coincidenza dell'effetto della crisi finanziaria ed invece un vero e proprio tracollo dovuto allo shock della crisi sanitaria.

Già nel primo trimestre del 2020, quando ancora le ripercussioni della pandemia sulle attività economiche e turistiche risultavano contenute, Carnival aveva registrato una perdita netta record di -781 milioni di dollari, il primo risultato economico netto di segno negativo dopo 20 trimestri consecutivi archiviati con un utile. Perdita netta drasticamente aggravatasi nel trimestre successivo quando l'attività crocieristica era notevolmente diminuita, essendo ammontata a -4,37 miliardi di dollari, e attestatasi rispettivamente a -2,86 miliardi e -2,22 miliardi di dollari nel terzo e quarto trimestre dell'esercizio 2020, conclusosi lo scorso 30 novembre. In questi ultimi due periodi trimestrali i ricavi sono calati drammaticamente del -99,5% e -99,3% a 31 milioni e 35 milioni di dollari, mentre i costi operativi sono sì diminuiti ma solo del -49,1% e -61,0%. I due trimestri sono stati chiusi con risultati operativi di segno negativo e pari rispettivamente a -2,33 miliardi e -1,64 miliardi di dollari rispetto ad utili operativi di 1,78 miliardi e 423 milioni di dollari nel terzo e quarto trimestre dell'esercizio 2019.

Carnival ha archiviato l'intero esercizio annuale 2020 con ricavi pari a 5,59 miliardi di dollari, con una riduzione del -73,1% rispetto all'esercizio precedente, di cui 3,68 miliardi derivanti dalla vendita delle crociere (-73,9%) e 1,91 miliardi dalle vendite a bordo delle navi (-71,6%). I costi operativi si sono attestati a 14,46 miliardi di dollari (-17,6%). Risultato operativo e risultato economico netto sono stati entrambi di segno negativo e pari a -8,65 miliardi e -10,24 miliardi di dollari rispetto ad un utile operativo di 3,27 miliardi e un utile netto di 2,99 miliardi di dollari nell'esercizio 2019.

Carnival non ha reso noto quanti passeggeri hanno imbarcato le navi della sua flotta nell'intero esercizio 2020 (nell'esercizio precedente erano stati 12,87 milioni). È da presumersi, tuttavia, che, dopo i 3,06 milioni di passeggeri trasportati nel primo trimestre del 2020 e i 426mila del trimestre successivo, l'azzeramento dell'attività avvenuto nel terzo trimestre abbia prevalentemente caratterizzato anche il quarto trimestre pur con l'effettuazione nel periodo di qualche crociera che ha fruttato vendite di biglietti pari a quattro milioni di dollari.





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