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6 marzo 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 14:22 GMT+1



19 febbraio 2021

Fontana (Spedizionieri Spezia): coinvolgere i privati nel raddoppio della linea ferroviaria Pontremolese

Ipotizzato l'affidamento ad un soggetto privato di una concessione di lungo periodo (50-99 anni)

Il presidente dell'Associazione Spedizionieri del Porto della Spezia, Andrea Fontana, invita a valutare la possibilità di coinvolgere i privati nella realizzazione del completamento del raddoppio della linea ferroviaria Pontremolese, dotando l'intero asse ferroviario che connette i porti di La Spezia e di Livorno con la Pianura Padana di una linea a doppio binario.

Sottolineando che il completamento del raddoppio della linea è fondamentale per lo sviluppo economico del territorio spezzino ma ha anche un interesse strategico per tutta la nazione, Fontana ha ricordato che il completamento dell'opera, relativamente alla progettazione e alla costruzione del tunnel, «anche grazie alle pressioni esercitate sui referenti politici dalla nostra comunità imprenditoriale», «è stato inserito dal MIT tra le grandi infrastrutture da realizzare in via prioritaria con procedura commissariale. Il commissario - ha ricordato ancora Fontana - è stato nominato nella persona dell'ingegner Mariano Cocchetti, dirigente di RFI con notevole esperienza di grandi lavori ferroviari».

Precisando che tale notizia ha suscitato entusiasmo per l'ulteriore passo verso il completamento di un collegamento ferroviario moderno per le merci tra i porti del Tirreno e la Pianura Padana, il presidente degli spedizionieri spezzini ha ricordato inoltre che «è stato poi rilevato che purtroppo mancano ancora un progetto esecutivo per la galleria di valico e la relativa copertura finanziaria e che l'opera non è inserita nel Piano Nazionale di Resilienza finanziato dalla Unione Europea poiché mancante dei requisiti di cantierabilità e della previsione di poter essere terminata entro la data limite del 2026.

«Ebbene - ha proseguito Fontana - ritengo che la nomina del commissario permetta di esplorare altre vie di finanziamento come la fattibilità di un progetto di finanza pubblico-privato individuando un soggetto privato cointeressato a costruire l'opera, in cambio di una concessione di lungo periodo: 50-99 anni. Con una tale concessione si potrebbe prevedere sia il rientro del capitale investito sia un utile di gestione attraverso i flussi di cassa generati dal traffico merci e dal traffico passeggeri».

Il presidente dell'associazione degli spedizionieri ha rilevato che «un' opera ferroviaria non è in effetti un investimento “a freddo” come altre opere pubbliche che hanno sì una generica pubblica utilità ma non generano un diretto ritorno economico. L'utilizzo commerciale di un tunnel ferroviario o di una tratta ferroviaria richiede il pagamento di una tariffa. Al riguardo - ha specificato Fontana - si può tranquillamente ipotizzare che solamente il traffico che genererà il porto della Spezia in volumi trasportati su di una Pontremolese completata potrà essere di almeno 700.000 teus, calcolando che di qui a 7-8 anni il porto movimenterà, secondo tutte le previsioni, due milioni di teus, dei quali circa il 50% su ferrovia e che la Pontremolese ne potrebbe assorbire fino al 70%. Il partire da questa base di traffico con l'aggiunta dell'apporto sicuro anche dei porti di Marina di Carrara e di Livorno, a sua volta sommato al contributo delle linee passeggeri, induce a ritenere la sostenibilità economica parziale del progetto, al netto dei rilevanti benefici ambientali, tema così sentito a livello europeo da metterlo al centro delle strategie di sviluppo. Per cui - ha concluso Fontana - ritengo che il progetto della Pontremolese avrebbe titolo per rientrare anche nel Recovery fund, nel capitolo della transizione ecologica».

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