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6 marzo 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 16:24 GMT+1



22 febbraio 2021

Il 56% del valore totale delle merci contraffatte sequestrate viene trasportato da portacontainer

Studio di EUIPO e OCSE sulla portata dell'utilizzo improprio di questa modalità di trasporto

L'Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) e l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) hanno pubblicato un nuovo studio in cui hanno analizzato la portata dell'utilizzo improprio del trasporto marittimo containerizzato per il commercio di prodotti contraffatti, ricerca da cui risulta che il 56% del valore totale delle merci contraffatte sequestrate viene spedito in container e che le principali spedizioni di prodotti contraffatti provengono dall'Asia orientale, in particolare dalla Cina che rappresenta il 79% del valore totale dei container con merci contraffatte sequestrati a livello mondiale.

Lo studio analizza in particolare i seguenti aspetti: quali tipi di prodotti contraffatti sono trasportati in navi portacontainer; dove sono prodotte le merci contraffatte; quali mercati geografici sono i destinatari; quali porti di ingresso sono più spesso utilizzati per i container con prodotti contraffatti; come i prodotti sono trasportati in navi portacontainer senza essere intercettati.

Nel complesso, nel 2016 il valore del commercio mondiale di contraffazioni ammontava a 460 miliardi di euro, pari a circa il 3,3% del commercio mondiale. I prodotti contraffatti hanno rappresentato il 6,8% delle importazioni nell'UE da Paesi terzi, per un valore di 121 miliardi di euro.

Le spedizioni via mare riguardano tutti i tipi di merci contraffatte: da apparecchiature elettroniche di alto valore ad articoli di pelletteria, abbigliamento, cosmetici, giocattoli, giochi e apparecchiature e prodotti farmaceutici. Ad esempio, nel 2016 il commercio mondiale di apparecchiature elettriche e dispositivi elettronici contraffatti ammontava a un valore stimato di 125 miliardi di euro, corrispondente a più del 5,6% del commercio totale di tali prodotti. Quasi la metà (49%) del valore totale dei prodotti elettronici contraffatti sequestrati era stata trasportata via mare.

Lo studio evidenzia che l'incremento del volume complessivo degli scambi commerciali mondiali e l'aumento della capacità delle navi rappresenta un onere supplementare per l'attività delle dogane. Relativamente all'individuazione di traffici illeciti, la ricerca spiega che se la scansione a raggi X o raggi gamma dei container può essere efficace per individuare altri tipi di spedizioni illegali, come il traffico di stupefacenti, armi o specie selvatiche, tuttavia, non lo è nel caso delle merci contraffatte per le quali l'ispezione fisica costituisce l'unico strumento adeguato, ispezione fisica a cui è sottoposto meno del 2% dei container, il che fornisce alle reti criminali notevoli opportunità di approfittare di questo importante canale della catena di approvvigionamento.

Inoltre lo studio specifica che se sono stati adottati una serie di metodi di valutazione del rischio e di targeting per individuare il trasporto e il commercio illegale di stupefacenti e di merci pericolose e proibite, viceversa il commercio illecito di prodotti contraffatti non è stato considerato una priorità dato che le spedizioni di merci contraffatte, invece che commercio illegale e attività criminale, sono percepite piuttosto come infrazioni commerciali.

Rilevando che «la maggiore preoccupazione per la contraffazione di dispositivi di protezione personale e di medicinali come conseguenza alla crisi dovuta al Covid-19 ha creato la possibilità di compiere progressi significativi nella lotta a questo commercio illecito», il direttore esecutivo dell'EUIPO, Christian Archambeau, ha osservato che tuttavia c'è «bisogno di uno sforzo concertato per combattere le contraffazioni di ogni tipo su tutte le rotte, sia nelle spedizioni di container via mare sia in quelle di pacchi postali di piccole dimensioni. I prodotti contraffatti - ha sottolineato - danneggiano il commercio lecito, sono spesso pericolosi e devono tornare a essere una priorità nell'azione di contrasto alla criminalità internazionale».




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