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25 settembre 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 23:08 GMT+2



30 luglio 2021

Messina (Assarmatori) chiede di risolvere incongruenze del decreto sulle crociere a Venezia

Tra le richieste, definire una data certa che consenta i primi accosti a Marghera già nella primavera del 2022

Accogliendo con soddisfazione diversi emendamenti presentati da numerosi esponenti di vari partiti relativamente al problema degli approdi delle grandi navi a Venezia, il presidente di Assarmatori, Stefano Messina, ha rilevato che «qualcosa si sta muovendo e - ha auspicato - spero vivamente che alcune delle incongruenze del decreto sulle crociere a Venezia possano essere presto risolte». Riferendosi al provvedimento governativo dei giorni scorsi che ha imposto lo stop a tali approdi a partire dal prossimo primo agosto, Messina ha osservato che se «è vero che della questione delle crociere a Venezia si discute da anni», ha lamentato che tuttavia «la gestazione del provvedimento è stata troppo rapida e non ha tenuto conto delle complessità della situazione, finendo per non dare soluzioni contestuali, come chiedevano le compagnie che da anni auspicavano una soluzione diversa dalla Giudecca».

Evidenziando che gli emendamenti presentati in questi giorni «hanno accolto i segnali di disagio lanciati dalla comunità marittima e portuale» e che ora «si cominciano a individuare i correttivi», Messina ha specificato che ora è anche il momento di fissare alcuni punti fermi. «In primo luogo - ha spiegato - va definita una data certa per la ripresa delle crociere a Venezia, che consenta i primi accosti a Marghera già nella primavera del 2022. In caso contrario si metterebbe a rischio l'intera stagione, con quel che comporterebbe per l'economia della città e per il mercato turistico nazionale».

«Vanno poi - ha proseguito il presidente di Assarmatori - adeguati i sostegni al reddito dei lavoratori, alle compagnie e agli operatori terminalistici. C'è un vasto segmento dell'economia veneziana, con ricadute anche nazionali, sul quale il decreto ha un forte impatto, solo parzialmente compensato dalle misure attuali. Inoltre le procedure per i lavori devono essere semplificate al massimo per rispettare i tempi strettissimi necessari alla loro realizzazione. Sembra quindi un controsenso prevedere l'applicazione della VIA, la Valutazione d'Impatto Ambientale, anche per semplici interventi di manutenzione su canali già normalmente in uso».

«Infine - ha rilevato Messina - è bene che la valutazione sulla possibilità di riutilizzare il canale Vittorio Emanuele II per il transito di navi di piccola stazza sia effettuata su basi tecnico nautiche, tenendo fuori qualsiasi posizione pregiudiziale e ideologica».

«Quello di Venezia - ha concluso Messina - è un hub portuale fondamentale e le decisioni che si prendono su di esso hanno un impatto anche sull'intero sistema portuale dell'Adriatico. Questo equilibrio va salvaguardato insieme alla funzione stessa di Venezia come home port».


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