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16 gennaio 2022 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 11:17 GMT+1



19 ottobre 2021

L'ECSA propone che la responsabilità della verifica della conformità dei fuel navali alle nuove norme UE ricada sui fornitori europei di combustibile

L'associazione ritiene che altrimenti il regolamento potrebbe essere aggirato

L'associazione degli armatori europei ECSA ha ulteriormente dettagliato in un position paper le proprie preoccupazioni per il contenuto dell'iniziativa FuelEU Maritime, la proposta di regolamento avanzata dalla Commissione Europea che ha lo scopo di ridurre le emissioni di CO2 prodotte dal trasporto marittimo promuovendo l'utilizzo di combustibili navali a basso tenore di carbonio. L'European Community Shipowners' Associations ha formulato un anno fa le proprie prime perplessità circa l'esito della proposta ed oggi ha espresso il timore che l'iniziativa possa rappresentare «un'occasione mancata a causa di possibili lacune nella verifica del rispetto della norma».

L'associazione ha nuovamente confermato oggi il proprio sostegno all'obiettivo della Commissione di promuovere l'adozione di combustibili più puliti per lo shipping, pur confermando che sarebbe meglio perseguire tale scopo attraverso una soluzione internazionale, ma ha evidenziato quali potrebbero essere i limiti nell'applicazione del regolamento proposto dalla Commissione: secondo l'ECSA, infatti, l'utilizzo di documentazione per calcolare il risparmio in termini di emissioni di carbonio prodotta da fornitori di combustibile di nazioni extra-UE possono costituire un espediente per eludere la nuova norma. A tal proposito, l'ECSA ha ricordato che l'attuale proposta di regolamento prevede infatti che l'utilizzo di miscele di biofuel acquistate fuori dall'Unione Europea si baserà solo sui documenti cartacei resi disponibili dai fornitori di combustibile extra-UE.

Per l'associazione degli armatori europei, rendere invece i fornitori di combustibile navale dell'UE responsabili del rispetto degli standard sui fuel risolverebbe tale problema. «FuelEU - ha osservato il segretario generale dell'ECSA, Sotiris Raptis - potrebbe diventare un'occasione mancata per l'adozione di carburanti puliti nel settore. Rendere i fornitori di combustibili dell'UE responsabili del rispetto delle norme sui fuel - ha evidenziato Raptis - risolverà sostanzialmente i problemi di applicazione». Rilevando che «è essenziale promuovere la domanda e le entrate generate dall'ETS dell'UE», il segretario generale dell'associazione ha osservato che «i contratti per differenza sul carbonio nell'ambito del Fondo per l'innovazione dell'ETS dell'UE e un moltiplicatore più elevato nell'ambito della direttiva sulle energie rinnovabili dovrebbero essere utilizzati per colmare il differenziale di prezzo tra i combustibili più puliti e quelli convenzionali».


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