testata inforMARE

21 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 00:31 GMT+2




6. PRIMI RISULTATI DELLA RIFORMA NEL PORTO DI GENOVA

Poiché la radicale riforma organizzativa e gestionale che ha caratterizzato il porto di Genova - e, dopo essere stata recepita dalla riforma del 1994, si avvia a caratterizzare l'intera portualità italiana - ha solo pochi anni di vita, non si può dire molto di più sul tema delle valutazioni "ex post". Appare comunque di grande interesse il mero esame dei consuntivi effettuati dall'Autorità Portuale, dal quale emergono già risultati lusinghieri, specie se si considerano i dati riguardanti gli anni più recenti (quando, cioè, la riforma è effettivamente giunta a completamento).

Il processo di privatizzazione del porto di Genova avviato dal C.A.P. in epoca di vuoto normativo e fortemente voluto dal sistema produttivo, portuale e non, si è rivelato essenziale per il rilancio dello scalo genovese. Dall'inizio degli anni Novanta sino ad oggi, con azioni dapprima timide, limitate e non supportate da appoggio normativo, e successivamente con interventi via via più incisivi ed efficaci a seguito della legge n.84/1994, il porto di Genova ha recuperato credibilità, capacità e concorrenzialità raggiungendo traguardi che, all'inizio delle riforme, sembravano impossibili.

Con l'assegnazione dell'ultimo terminal (multipurpose) e la costituzione in data 1/1/1995 della "Autorità Portuale" (e contestuale abbandono di ogni attività incompatibile con la l.84/1994) è stata sancita la totale trasformazione del porto di Genova nel primo porto italiano interamente privato. Attualmente lo scalo è articolato in 26 società tutte operanti sotto le direttive dell'Autorità Portuale; di esse 19 svolgono attività diretta nella gestione dei traffici e 7 sono attive solo nella gestione dei servizi.

I risultati ottenuti sono molto soddisfacenti per il volume di traffico: nel 1995 è stato raggiunto il massimo storico di traffico nel settore delle merci varie convenzionali e delle rinfuse solide; analogo risultato nel 1996 ha caratterizzato il traffico dei containers ed il movimento passeggeri. Ancorché i risultati non siano altrettanto soddisfacenti dal punto di vista occupazionale, non v'è dubbio che l'andamento positivo positivi sia da attribuire all'introduzione di un modello gestionale che ha saputo recuperare i valori dell'economia di mercato nella gestione privata di un servizio di pubblica utilità.

6.1 Volumi di traffico

Nel 1996, ad un anno dal completamento della privatizzazione, è stato raggiunto il massimo storico nei settori delle merci varie, dei contenitori, delle rinfuse solide e dei passeggeri. Nel corso dello stesso anno il porto di Genova ha complessivamente acquisito 19 linee (con un aumento di circa il 10% nel numero delle navi) registrando anche un forte aumento del traffico merci su ferrovia sia in entrata che in uscita.


Tabella 1 Movimento nel porto di Genova, 1994-1996

1994

1995

Diff.%

1996

Diff.%

Tonnellate

Merce varia

9.295.922

10.802.716

16,2

12.762.149

18,1

Traffico containerizzato

4.244.526

5.371.498

26,5

7.333.469

36,5

Traffico convenzionale

5.051.396

5.431.218

7,5

5.428.680

0,0

Rinfuse solide

8.126.163

9.545.246

17,5

8.337.282

-12,7

Rinfuse liquide

998.716

989.630

-0,9

983.206

-0,6

Olî vegetali, vino

336.152

388.222

16,5

356.978

-8,0

Prodotti chimici

662.564

601.408

-9,2

626.228

4,1

Olî minerali

23.985.475

24.414.095

1,8

23.773.835

-2,6

Bunker e provv.bordo

964.382

917.387

-4,9

879.878

-4,1

TOTALI GENERALI

43.370.658

46.669.074

7,6

46.736.350

0,1

Unità

Totale container teus

512.098

615.242

20,1

825.752

34,2

Navi arrivate

6.537

6.798

4,0

7.479

10,0

Navi partite

6.540

6.792

3,9

7.465

9,9

Movim.passeggeri

2.338.258

2.339.407

0,0

2.467.025

5,5

Traghetti

2.044.276

2.028.879

-0,8

2.067.798

1,9

Crociere

293.982

310.528

5,6

399.227

28,6

Fonte: Autorità Portuale di Genova


La Tabella 1 riporta i dati sul movimento del porto di Genova, suddiviso per le principali tipologie di carico, nel periodo 1994-1996. Nel 1996 le merci varie hanno raggiunto i 12,7 milioni di tonnellate con un aumento rispetto al 1995 del 18,1%. Tale progresso è attribuibile ai progressi della merce containerizzata poiché quella convenzionale si è mantenuta sostanzialmente stabile. I contenitori sono aumentati del 34,2% raggiungendo un volume di movimentazione (826.000 TEUs) superiore a quello previsto in sede di Piano Operativo Triennale. La previsione per il 1997 è di superare il milione di TEUs e di collocarsi al primo posto nel Mediterraneo. Il dato risulta particolarmente significativo se si considera che la crescita segue due esercizi anch’essi caratterizzati da tassi di sviluppo elevato e che essa è stata ottenuta con un apporto (per ora) minimo da parte dei nuovi terminalisti (Gruppo Messina) che hanno contribuito al risultato finale solo in ragione di un mese di piena operatività. L'apporto dei singoli terminals è stato: Vte 375 mila TEUs, Sech 268 mila, Genoa Terminal 74 mila, Grimaldi 55 mila, Multipurpose 42 mila; Messina Terminal - entrato in funzione a fine anno - 13 mila.

Anche il movimento crocieristico ha fatto segnare i massimi storici, con 399.227 unità (+28,6% rispetto al 1995), mentre il movimento traghetti, per i quali le tariffe all'utenza non sono variate significativamente, si è mantenuto stabile (2.067.798 passeggeri).

Unico dato negativo è quello relativo alle rinfuse solide che hanno registrato un calo del 15,5% dovuto alla perdita di oltre un milione di tonnellate nel traffico delle acciaierie di Cornigliano per il rifacimento dell’altoforno, solo parzialmente compensata dall’ottimo andamento del Terminal Rinfuse di ponte San Giorgio.

6.2 Occupazione

La Tabella 2 e la Figura 1 sintetizzano l'andamento dell'occupazione nel porto di Genova nel periodo 1983-1996.


Tabella 2 Andamento dell'occupazione nel porto di Genova, 1983-1996

Anno

Lavoratori

portuali

Organico A.P.

Distaccati

Imprese

Totale

1983

5.266

3.247

   

8.513

1984

4.368

2.826

   

7.194

1985

3.899

2.593

 

6

6.498

1986

3.431

1.875

1.575

85

5.966

1987

2.565

827

740

114

4.246

1988

2.265

805

730

159

3.959

1989

1.688

702

631

193

3.214

1990

1.487

664

570

206

2.927

1991

1.299

607

481

268

2.655

1992

1.006

553

480

297

2.335

1993

989

588

426

638

2.641

1994

788

160

345

911

2.204

1995

698

160

342

979

2.179

1996

594

245

241

1332

2.422

Fonte: Autorità Portuale di Genova

 

Figura 1 Andamento dell'occupazione nel porto di Genova, 1983-1996


Si osservi, in particolare:

che il trend decrescente protrattosi sistematicamente per tutti gli anni Ottanta (perdendo il 74% degli addetti del 1983) si è arrestato a partire dal 1993, in coincidenza con l'avvio della riforma portuale;

che gli addetti delle imprese private sono oggi già il 55% del totale, e diventano quasi due terzi del totale aggiungendo i dipendenti A.P. in distacco presso i terminalisti.

gli addetti dell'ente portuale sono calati complessivamente di oltre il 95%, ma il calo è concentrato soprattutto in coincidenza degli "esodi", nel 1986 (-6,3%) e nel 1994 (-72,8%); gli addetti CULMV sono calati linearmente, per una diminuzione totale 1983-1996 dell'86,7%

Naturalmente, le moderne tecniche di movimentazione portuale limiteranno gli effetti occupazionali positivi della ripresa del porto di Genova. Il progressivo diminuire degli occupati portuali - caratterizzato da notevoli riduzioni dei dipendenti pubblici e di quelli della Compagnia Portuale non bilanciato da paritetico aumento dei dipendenti delle imprese private - se ha avuto l'effetto di una drastica riduzione di organico ha soprattutto segnato il mutato rapporto fra le forze in campo, in quanto è oggi demandato alle imprese il compito di sviluppare le attività marittimo-portuali. Ciò conferma il ruolo strategico delle imprese private alle quali, oltre alle gestione di specifiche aree demaniali, competono iniziative ed investimenti di elevato valore al fine di permettere al porto di essere competitivo, sia rispetto ai concorrenti del bacino del Mediterraneo, sia nei confronti dei tradizionali antagonisti del Nord Europa.

L'incremento di produttività derivante dalla riduzione del personale e dal passaggio da un regime di monopolio (sia dell'offerta di lavoro che dell'offerta di servizi portuali) a un regime di concorrenza è stato superiore ad ogni più rosea aspettativa. Ciò è indicativo di quanto inefficiente fosse la situazione antecedente alla riforma e di quanto necessaria, radicale ed efficace sia stata la ristrutturazione attuata.

Sommario







Indice Prima pagina Università degli Studi di Genova
Dipartimento di Economia - Sezione Trasporti

- Piazza Matteotti 1/3 - 16123 Genova - ITALIA
tel.: 010.2462122, fax: 010.2516768, e-mail